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Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto

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ottobre 26, 2018
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È stata prorogata fino al 2 dicembre la mostra “Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto” attualmente in corso presso la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi a Roma.

L’esposizione, inaugurata il 29 marzo, rappresenta un omaggio alla città di Roma e doveva terminare il 28 ottobre; a causa della forte affluenza di pubblico è stata prolungata per permettere a tutti di ripercorrere i decenni che hanno fatto la storia artistica della città.
Un’esposizione preziosa, che ricalca le correnti artistiche del ‘900, con la città di Roma come protagonista di culture e linguaggi diversi.

Attraverso le oltre 180 opere presentante, alcune per la prima volta, tra cui dipinti, fotografie, grafica e sculture, derivanti dalle collezioni d’arte capitoline, si crea un percorso narrativo lungo il Novecento, che mette in luce il contrasto tra Modernità e Tradizione, partendo proprio da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma dal 1907 al 1913, periodo complesso per la gestione della città, fino al Sessantotto, anno in cui esplose il fermento artistico e culturale maturato nel decennio precedente.

L’obiettivo della mostra è quello di collocare le opere presentante nel contesto temporale e sociale in cui sono state create, creando un itinerario storico artistico che mette in evidenza le sfaccettature e le sovrapposizioni dell’evoluzione che i vari stili artistici e culturali hanno apportato, trasformando Roma in centro della cultura del Novecento nazionale e internazionale.

Le opere esposte partono con raffigurazioni di paesaggi simbolici e decadenti realizzati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del ‘900, da autori come Onorato Carlandi, Adolfo De Carolis, Adolf Wildt ed altri. Si prosegue nel viaggio ammirando opere che percorrono il desiderio di rinnovamento e di modernità, espressa dal lavoro degli artisti della Secessione romana negli anni dieci, come Nicola D’Antino, Arturo Noci, ecc. e dei futuristi e aeropittori degli anni Venti e Trenta come Tullio Crali, Sante Monachesi, ecc., proseguendo poi nelle varie epoche successive.

L’allestimento della mostra, che interessa tutta la struttura del museo, è stato strutturato considerando la correlazione tra i diversi ambienti artistici, tra gli spazi temporali e illustrativi attigui, con lo scopo di raffigurare al meglio la vivacità che nei decenni ha caratterizzato la vita artistica di Roma.
Per raggiungere tale obiettivo ai tradizionali dispositivi didattici, in ogni sezione, sono stati montati strumenti multimediali creati in collaborazione con l’Istituto Luce e l’Accademia di Belle Arti di Roma. Questi consentono di visualizzare la logica relazione tra lo sviluppo della città e le arti, attraverso immagini e brevi testi scientifici.

In contemporanea alla mostra si sono sviluppate un insieme di iniziative culturali come letture, incontri, proiezioni, serate musicali a tema, con l’obiettivo di sottolineare l’energia travolgente che hanno caratterizzato la cultura e l’arte nella città di Roma nei settant’anni del suo sviluppo.
Importante anche la collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, che grazie alla sua Cineteca Nazionale, è stato possibile allestire una sezione dedicata ai Film d’Artista, realizzati negli anni Sessanta dagli artisti più importanti che hanno lavorato a Roma e che hanno contribuito a reinventare il linguaggio cinematografico.

Da sottolineare che ad ottobre la mostra viene arricchita con nuove opere, come in particolare, l’opera di Fausto Pirandello, Il remo e la pala (1933) concessa dal Museo del Novecento di Milano per l’occasione.
Sicuramente per gli appassionati di arte, ma anche per coloro che vogliono meglio approfondire la cultura e la storia di questa meravigliosa città, e una mostra interessante da vivere pienamente anche per cogliere attraverso la narrazione del passato la nostra storia attuale, magari rivalutandola, aspirando ad un nuovo rinascimento.