“Venerdì in Bellezza” con i Musei Vaticani e lo spettacolo “Giudizio Universale”

Ogni Venerdì fino al 31/10 a Roma “Venerdì in Bellezza” con lo show “Giudizio Universale” e la visita ai Musei Vaticani

Ogni venerdì, per tutto il mese di ottobre, i Musei Vaticani mettono a disposizione dei visitatori una promozione relativa l’acquisto dei biglietti di ingresso serale alle sale d’esposizione, con una riduzione per chiunque mostri di aver acquistato un ticket per lo spettacolo “Giudizio Universale”.
Per avvalersi della scontistica, bisogna prenotare il proprio posto obbligatoriamente online sul sito ufficiale dei Musei Vaticani: gli orari di accesso disponibili vanno dalle 19:00 alle 23:00 (l’ultimo ingresso è alle 21:30).
In questo modo, il biglietto interno per i Musei Vaticani verrà a costare 12 euro, il ridotto 8 euro, il diritto di prevendita 4 euro e l’audioguida opzionale 7 euro.
Possono avvalersi del ticket ridotto i ragazzi tra i 6 e 18 anni e gli studenti entro i 25 anni in possesso di libretto universitario.
Per la prenotazione online occorre avere a portata di mano carta di credito e documento di riconoscimento, nonché i nominativi dei partecipanti.
A seguito dell’avvenuto pagamento, si riceverà una email di conferma contenente il voucher con il codice di prenotazione, da conservare e mostrare al momento della visita.

“Giudizio Universale” di Marco Balich

Lo spettacolo “Giudizio Universale” è incentrato sull’arte e la storia della Cappella Sistina, mediante nuove modalità narrative, per mezzo delle quali la conoscenza di luoghi e opere di carattere culturale viene trasmessa avvalendosi di tecniche espositive peculiari delle rappresentazioni teatrali e concertistiche.
Il genio di Michelangelo viene così valorizzato da performance musicali dal vivo e proiezioni a 270° per mezzo di strumenti tecnici innovativi.
Lo show, realizzato in collaborazione con un team di consulenza scientifica dei Musei Vaticani, vanta come direttore artistico Marco Balich, il tema musicale invece porta la firma di Sting.
A collaborare al progetto sono anche Pierfrancesco Savino (voce di Michelangelo) e Susan Sarandon (voce nella versione inglese).

 

I Musei Vaticani e la Cappella Sistina

L’iniziativa “Venerdì in Bellezza” consente l’accesso a prezzo ridotto ai seguenti Musei Vaticani:

  • Museo Gregoriano Egizio
    • Museo Pio Clementino
    • Galleria dei Candelabri
    • Galleria degli Arazzi
    • Galleria delle Carte Geografiche
    • Stanze di Raffaello
    • Appartamento Borgia
    • Collezione d’Arte Contemporanea
    • Cappella Sistina
    • Gallerie della Biblioteca Apostolica Vaticana

I settori che rimarranno aperti in via eccezionale sono:

  • Sale di S.Pio V (raccolta ceramiche medievali e rinascimentali e mosaici minuti)

Un’idea molto interessante sarebbe quella di godersi lo spettacolo “Giudizio Universale”, in abbinamento alla visita della magnifica Cappella Sistina.
Quest’ultima, che prende il nome da Papa Sisto IV della Rovere, fu realizzata, secondo il volere del pontefice, ristrutturando la Cappella Magna ad opera di una vasta equipe di artisti, tra cui Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Cosimo Rosselli.
Successivamente, Giulio II della Rovere decise di modificare parzialmente l’aspetto della Cappella Sistina, chiamando in opera Michelangelo Buonarroti, il quale affrescò la celebre volta e le lunette.
Il lavoro, che partì nel 1481, venne portato a termine nel 1512.
Nel 1533, però, Clemente VII de’Medici volle arricchire ulteriormente tale luogo d’arte. Si rivolse così a Michelangelo, commissionando il dipinto sulla parete d’altare del Giudizio Universale.
Oggi la Cappella Sistina, luogo ricco dell’arte dei più grandi maestri, è la sede in cui i cardinali eleggono il Pontefice.

Sbarca a Roma la mostra multimediale “Impressionisti Francesi – Monet to Cézanne”

Dopo il meraviglioso successo globale riscontrato con la precedente mostra multimediale intitolata “Van Gogh Alive – The Experience“, ancora una volta arte e tecnologia si incontrano per dar vita a qualcosa di unico per gli appassionati del settore e non. In questo caso, la protagonista è la Capitale e per la prima volta bussa alle porte di Palazzo degli Esami di Roma una mostra multimediale dal titolo “Impressionisti Francesi – Monet to Cézanne“: un’esperienza multi-sensoriale che permetterà agli ospiti di vivere ed osservare l’arte dei più grandi maestri francesi del XIX secolo come mai hanno potuto studiare sopra i libri scolastici.

La visita non è mirata ad un preciso pubblico: tutti, dai più grandi ai più piccini, dai più critici a quelli meno preparati, troveranno pane per i loro denti. Chiunque decida di partecipare alla manifestazione si ritroverà catapultato nella vecchia e cara Parigi del 1800, periodo in cui l’Impressionismo nacque e prese forma: il periodo in cui l’arte era in mano ai bohémien delle strade e alla loro stramba e sfrenata creatività.

Attraverso la più moderna tecnologia SENSORY4TM sarà possibile osservare le opere nella nuova modalità full-immersion e notare quello stile che ha influenzato, nei secoli successivi, la maggior parte delle correnti artistiche. I cinquanta maxi-proiettori ad alta definizione riprodurranno sulle imponenti mura del Palazzo i quadri più famosi dei maggiori esponenti del movimento, come Claude Monet, Edgar Degas, Camille Pissarro, Paul Cézanne e molti altri.

Le proiezioni delle pitture degli autori in una scala enorme ed attraverso la grafica multi canale offriranno allo spettatore la possibilità di osservare da vicino il tipico gioco di contrasto tra le luci e le ombre, accompagnati da pennellate di colori vividi: fattori che caratterizzano la corrente impressionista. L’atmosfera creata dagli schermi permetterà inoltre di vivere fino in fondo la nuova visione del mondo e della natura che portava avanti con orgoglio il movimento. A questo “effetto di totale immersione” non poteva mancare una soundtrack d’eccellenza: il lungo percorso sarà accompagnato quindi dai componimenti dei maestri Claude Debussy, Peter Čajkovskij, Maurice Ravel ed infine Jacques Offenbach. Non potevano che essere proprio le musiche degli artisti di quel preciso momento storico per rendere ancora più suggestivo il percorso e vivere al meglio l’atmosfera della vita parigina, anche grazie all’effetto surround che offre l’esperienza.

I produttori (Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi per Time4Fun) hanno molto apprezzato la scelta della struttura nel cuore del quartiere Trastevere di Roma: la riapertura del Palazzo dopo diversi decenni meritava un’esposizione importante come questa.

La mostra avrà luogo a partire dalla mattina del 5 Ottobre e si prolungherà fino al 5 Dicembre. Gli orari di apertura sono i seguenti: dal Lunedì al Giovedì apertura dalle ore 10 alle ore 20; Venerdì e Sabato apertura dalle ore 10 alle ore 23; la Domenica, invece, apertura dalle ore 10 alle ore 21.

L’ingresso è garantito fino ad un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra. Il prezzo d’ingresso è di 15€ per gli adulti, 12€ ridotto per i bambini dai 12 ai 6 anni; per i bambini inferiori ad anni 6 l’ingresso è gratuito solo se accompagnati da un adulto. Sarà possibile pagare il biglietto d’ingresso con la modalità Bonus Cultura 18App o Carta Del Docente. Inoltre, gli organizzatori sono ben lieti di accogliere le scolaresche che vorranno passare una giornata all’insegna dell’apprendimento artistico interattivo. I biglietti sono acquistabili anche sul sito di Ticketone.

“DOMENICA AL MUSEO”: tornano i musei gratis a Roma la prima domenica del mese

Domenica 7 Ottobre 2018 prende il via Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal decreto del Ministro Franceschini.

I musei che aderiscono all’iniziativa sono davvero tantissimi, tuttavia l’ingresso gratuito non sempre comprende la visita alle mostre in corso per le quali invece potrebbe rimanere in vigore la tariffazione apposita.

L’iniziativa Domenica al Museo si basa sull’ingresso nei musei e aree archeologiche dei Beni Culturali d’Italia: per quanto riguarda i musei civici della città di Roma, la proposta è destinata ad i cittadini residenti nella Capitale e a quelli dell’area metropolitana, previa esibizione di un documento di identità al momento dell’ingresso al museo.

Ecco alcuni consigli e un possibile itinerario per assicurarsi una domenica all’insegna della scoperta di luoghi meravigliosi, senza sborsare un centesimo.

Considerato il grande consenso riscontrato da parte dell’iniziativa fin dal momento del suo annuncio, è consigliabile selezionare pochi luoghi da visitare e la pianificazione dell’itinerario in modo da limitare al massimo il tempo perso nelle code previste.
Vediamo ora un possibile itinerario attraverso alcuni dei luoghi che aderiscono a questa particolare ed originale iniziativa.

Il più importante sito che consigliamo di visitare è sicuramente il Colosseo. Il celebre anfiteatro, vero e proprio simbolo di Roma, fu costruito circa duemila anni fa, sotto l’imperatore Vespasiano. All’interno del Colosseo furono combattuti duelli fra bestie feroci, lotte all’ultimo sangue tra gladiatori e perfino epiche battaglie navali: l’invaso dell’arena veniva infatti riempito d’acqua attraverso un complicato sistema idraulico.

Il secondo complesso visitabile gratuitamente grazie a questa splendida iniziativa è quello del Foro Romano (contingentato con il Palatino). Testimone di eventi storici irripetibili, è stato ornato di monumenti di eccezionale bellezza, che ancora oggi abbiamo il vantaggio di poter ammirare. Vero e proprio fulcro dell’intera romanità sin a partire dalla fondazione della città, nel 753 a.C., infatti, presenta i resti di alcune basiliche, all’epoca sedi degli uffici giudiziari, ovvero la Basilica Iulia e la Basilica Emilia, il Tabularium, che ospitava gli antichi archivi di Roma e l’arco eretto sotto l’imperatore Settimio Severo. Uno degli elementi che più contraddistinguono il Foro Romano lo si trova all’ingresso del complesso, ovvero l’Arco di Tito, che presenta dei bassorilievi che ricordano la vittoria nella campagna contro gli Ebrei, la distruzione ed il saccheggio del tempio di Salomone.

Assolutamente consigliato è il tour nei resti della Domus Aurea, la maestosa reggia che l’imperatore Nerone fece costruire nei pressi del Colosseo e che venne rasa al suolo alla morte dello stesso imperatore, a testimonianza del pessimo ricordo che questa ambigua figura aveva lasciato nella cittadinanza romana.

Consigliata la visita del museo dell’Ara Pacis, il famoso altare eretto per volere dell’imperatore Augusto, la cui finalità era quella di promuovere i buoni costumi ed il rispetto per gli antenati e le divinità che il princeps voleva riportare a Roma dopo anni estremamente turbolenti, sottolineando al tempo stesso la genealogia con Venere.

L’ultimo complesso museale che ci sentiamo di consigliare sono i mercati traianei, il più antico centro commerciale della storia, collocato proprio a fianco del più importante complesso forense a Roma, i Fori Traianei.

Potrete poi arricchire il vostro itinerario selezionando altri tra i seguenti siti, in base al tempo che avrete a disposizione.

 

Musei gratis prima domenica del mese a Roma:

 

Galleria Borghese (rimane obbligatoria la prenotazione di € 2,00)
GNAM Galleria Nazionale Arte Moderna 
Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia
Museo HC AndersenMuseo M. PrazMuseo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative e il Costume
Museo nazionale Romano (Palazzo MassimoPalazzo AltempsCrypta BalbiTerme di Diocleziano)
Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini
Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Corsini
Galleria Spada
Museo nazionale di Palazzo Venezia
Museo nazionale di Castel Sant’Angelo (ingresso contingentato)
Museo nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci”
Museo nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”
Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Museo nazionale dell’Alto Medioevo
Museo nazionale degli Strumenti Musicali
Scavi di Ostia Antica
Museo Ostiense
Mausoleo di Cecilia Metella
Terme di Caracalla
Villa dei Quintili
Villa Adriana a Tivoli
Villa d’Este a Tivoli
Musei Capitolini
Centrale Montemartini 
Museo di Roma in Palazzo Braschi
Museo di Roma in Trastevere
Musei di Villa Torlonia
Museo Civico di Zoologia
Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale

“Three Letters from Sarajevo!” Goran Bregović torna a Roma nel 2019

Sui siti specializzati nel ticketing di eventi sono già acquistabili i biglietti per le due date ufficiali, 31 marzo e 15 aprile. Le date sono quelle dei due concerti che Goran Bregovic ha fissato a Roma per il 2019. Il musicista bosniaco porterà il suo ultimo disco, “Three Letters From Sarajevo!” (inciso nel 2017), prima all’Auditorium Parco della Musica e poi al Teatro Brancaccio.

Bregovic avrà con sé una formazione molto variegata composta da 18 elementi. Lui, come sempre, suonerà chitarre e sintetizzatori; l’orchestra da lui attentamente selezionata, invece, sarà composta da una band gitana di fiati, un sestetto di voci maschili, un duo di voci bulgare e un quartetto d’archi.

Il compositore, nato a Sarajevo nel 1950 da madre serba e padre croato, è cresciuto nello stesso ambiente, appartiene alla stessa generazione ed è sfuggito agli stessi pericoli di Emir Kusturica, con il quale ha formato un tandem in cui la complicità è stata tale da non aver più bisogno di parole per esprimersi. Bregovic fu autore infatti, tra gli altri lavori, di quasi tutte le colonne sonore dei lungometraggi del regista.

A grande richiesta, Bregovic ha più volte spiegato, nelle numerose interviste rilasciate, il significato di questo titolo, “Three Letters From Sarajevo”. Ha rivelato come ognuna delle tre lettere del titolo rappresenti i gruppi religiosi che hanno scandito (e scandiscono tuttora) la sua esistenza. Questa simbologia, come ha ribadito lo stesso Bregovic, è ben presente anche nel discorso musicale. Infatti il secondo volume del disco, uscito nel 2018, è un concerto per tre violini solisti ed orchestra sinfonica, dove ogni assolo di violino è suonato a seconda della matrice religiosa; alla maniera classica, propria dei cristiani, alla maniera “klezmer” propria della cultura ebraica e alla maniera orientale, propria dei musulmani.

Bregovic ha spiegato chiaramente quale ambizioso disegno ci fosse dietro alla moltitudine di concetti e metafore di questo album: quello di rappresentare una dimensione ideale dove le barriere dovute alla diversità religiosa fossero abbattute completamente, dove i rapporti umani potessero essere all’insegna della convivenza pacifica. Una dimensione ideale che lui auspica fortemente ma sulla quale nutre un forte pessimismo, come testimonia la storiella, raccontata in uno dei testi dell’album, dell’ebreo che cerca invano da tanto tempo tracce di Dio presso il Muro del Pianto. Il musicista, ricordando alcuni aspetti della sua avventurosa biografia, ha dimostrato quanto sia legato lui stesso a doppio filo con questi temi. Il padre e la madre, infatti, sono l’uno cattolico e l’altra ortodossa, mentre la moglie è di religione musulmana.

Bregovic si sente in qualche modo l’incarnazione del suolo della natìa e multietnica Sarajevo, un suolo calpestato contemporaneamente da persone di etnie e religioni diverse.
Del resto anche la sua musica rappresenta una sorta di “terra di frontiera”: è la commistione, unica nel suo genere, di stili diversissimi tra di loro quali la musica polifonica tradizionale dei balcani ed il tango che si fondono in un solo particolarissimo sound dal tocco inconfondibile. Una musica contaminata ulteriormente dalla cultura popolare tzigana, da cui Bregovic è stato notevolmente influenzato sin dai primi passi compiuti da musicista.

Il compositore bosniaco ha anche parlato nel dettaglio di entrambi i volumi di “Three Letters from Sarajevo!”. Ha sottolineato le differenze (il primo volume ha delle connotazioni marcatamente “pop”, mentre il secondo, come già accennato, è un vero e proprio concerto di musica sinfonica), ha citato le partecipazioni illustri ed ha ribadito la coabitazione (più che mai vincente) di musicisti di religione ebraica, cristiana e musulmana.

La mostra Andy Warhol al Complesso del Vittoriano di Roma

Il 3 ottobre aprirà i battenti a Roma, negli spazi del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, una mostra completamente dedicata al celebre artista Andy Warhol, in occasione della ricorrenza del novantesimo anniversario della sua nascita.
La mostra Andy Warhol è completamente curata e raccontata dall’organizzazione Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni e Art Motors.

L’esposizione parte dalle origini artistiche della corrente Pop Art, da quando il genio nativo di Pittsburgh nel 1962 inizia la sua attività nel campo della serigrafia, creando la celebre serie Campbell’s Soup, le famose minestre in scatola che Warhol prende in prestito dagli scaffali del supermercato, consegnandoli di diritto nella storia dell’arte contemporanea.
A seguire troviamo le serie dedicate ad Elvis, a Marilyn Monroe ed alla Coca Cola.

Il percorso si articola attraverso 170 opere circa, cercando di sintetizzare, per quanto possibile, la storia e la vita di un personaggio che ha segnato per sempre non solo la storia dell’arte negli anni a seguire, ma anche il cinema e la musica, andando a tracciare un percorso ben definito che ha stravolto qualsiasi definizione di estetica precedente.

Ma cosa ha rappresentato davvero Andy Warhol? Artista impossibile da descrivere con un’unica etichetta, fu una figura a tutto tondo: pittore, regista ma soprattutto il più grande fautore della commercializzazione delle opere d’arte.

Le prime mostre di Warhol risalgono agli anni Cinquanta ma fu a partire dal 1962 che l’artista iniziò a realizzare le prime serigrafie, scegliendo come soggetto delle sue opere prodotti commerciali, personaggi dei fumetti ed icone del suo tempo: da Braccio di Ferro a Superman, passando per la Campbell’s Soup alla Coca Cola, le immagini che Warhol sceglieva di volta in volta erano prese a piene mani dalla cultura americana di quegli anni per poi essere elaborate in serie, così da portare all’esasperazione quella teoria che voleva che l’arte venisse letteralmente consumata così come qualsiasi altro prodotto commerciale.

Come detto, Andy Warhol è famoso soprattutto per essere il portatore e l’ideatore della celebre corrente artistica denominata Pop Art.
Nel 1962 Warhol fondò la Factory: si trattava di uno studio in cui i primi collaboratori del geniale artista producevano delle serigrafie, ma rappresentava sostanzialmente un punto di ritrovo per superstar o artisti che stavano cercando di scalare la vetta del successo.
Di questi anni è la nascita del progetto Marilyn, quella che sicuramente è la più famosa opera di Warhol. Nel 1967, l’artista realizzò circa 10 serigrafie su superficie cartacea che raffiguravano il volto della diva americana: queste opere divennero poi parte di un ciclo più ampio all’interno della quale Warhol raffigurò altri importanti personalità dell’epoca, come Guevara o Mao Tse Tung.
Osservando quest’opera, ad una prima occhiata, si potrebbe pensare che non richiedano un grande sforzo od una grande creatività per essere realizzate, ma tutto ciò è proprio quello che Warhol stesso vuole portarci a credere: dato l’elevatissimo successo di questi lavori, l’artista americano riuscì a dimostrare come l’arte sia davvero a portata di tutti e rappresentare, quindi, un bene di larghissimo consumo e non un mero beneficio destinata ad una èlite più abbiente.

La creatività di Warhol non si fermò però al mondo della pittura, ma ricoprì numerosi altri settori dell’arte: a partire del mondo dell’editoria e del giornalismo, a quello del cinema, dove Warhol si occupò di raccontare numerose sfaccettature più oscure del mondo umano, come la droga o l’omosessualità, passando per un breve periodo anche alla musica, all’interno del quale finanziò il primo disco dei Velvet Underground.

La mostra di Canaletto a Roma

Proprio nel 250° anniversario dalla morte del pittore veneziano, si presenta a Roma la mostra “Canaletto 1697-1768” dove sarà possibile ammirare i suoi più grandi capolavori.

Canaletto è stato uno dei pittori del Settecento europeo più noti.
Nato a Venezia nel 1697 con il nome di Giovanni Antonio Canal e ivi morto nel 1768, fu un incisore e pittore, conosciuto soprattutto per le sue vedute della città veneziana. Esisteva all’epoca, a Venezia, una famiglia Canal di origine nobile; pare però non avesse alcun collegamento con quella del pittore, anch’essa benestante.

Il soprannome con il quale è a tutti noto gli venne affibbiato probabilmente per distinguerlo dal padre, anch’egli pittore ma di scene teatrali. Canaletto si ritrovò infatti a collaborare sia con il padre che con il fratello, per la realizzazione di fondali scenici per le opere di Vivaldi a Venezia e Scarlatti a Roma. Nella capitale venne in contatto con i “vedutisti”, i quali lo introdussero a questo genere pittorico che prevedeva la realizzazione di squarci delle città riprese dal vero. Venezia sarà una delle città che maggiormente si presterà, per le sue vedute, a questa scia pittorica settecentesca.A Roma il Canaletto ritrae le vedute della Basilica di Santa Maria d’Aracoeli, del Campidoglio e del Tempio di Antonino e Faustina immortalandole nel loro aspetto quotidiano.

La caratteristica che contraddistingue il Canaletto è la sua capacità di rappresentare in maniera ardita il momento impresso sulla tela, con una perfetta fedeltà verso architettura e condizioni di luce presenti. All’epoca raggiunse una certa fama soprattutto nella sua città e ottenne diverse committenze dai signori del tempo e dai mercanti. Le rappresentazioni di Venezia durante le sue feste erano quelle che meglio fotografavano l’immagine della ricchezza e della magnificenza di questa repubblica marinara. In lui si realizzarono e concretizzarono perfettamente gli elementi oggettivi e scientifici promossi allora dall’illuminismo.

Il Canaletto riprese anche immagini di luoghi diversi dai suoi abituali, rappresentando, fra le altre, la veduta di Corfù per Johann Matthias von der Schulenburg, un feldmaresciallo e conte che prestò servizio nella repubblica veneziana istituendovi anche un esercito. Quest’ultimo è un esempio di pittura celebrativa per la vittoria del militare sull’isola ai danni dei Turchi Ottomani. La peculiarità dei dipinti del Canaletto sta anche nell’accuratezza dei particolari e nell’uso dello sfocato per i personaggi sullo fondo, come anche nella realizzazione dal vivo delle sue opere non elaborate da schizzi.

I dipinti e le realizzazioni esposte a Roma provengono dai maggiori musei in tutto il mondo. Le opere esposte provengono da musei prestigiosi come il Museo di Belle Arti di Budapest, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery di Londra, il Museo Pushkin di Mosca (solo per citarne alcuni), a testimonianza dell’internazionalità raggiunta da questo artista. Tra quelle che potrete ammirare sono state incluse anche alcune opere provenienti dai musei statunitensi di Boston, Cincinnati e Kansas City. Molte delle sue opere sono normalmente esposte nelle istituzioni museali italiane come la Fondazione Giorgio Cini, i Musei Reali di Torino, il Castello Sforzesco di Milano, le Gallerie Nazionali d’arte Antica di Palazzo Barberini e la Galleria Borghese di Roma.

Tra tutte le opere in mostra sono presenti anche pezzi rari e mai esposti in Italia, motivo per cui vale davvero la pena cogliere quest’occasione al volo ed accorrere a Palazzo Braschi, nei pressi di Piazza Navona, prima della sua conclusione fissata per il 19 agosto.
In totale, la mostra racchiude 42 dipinti, includenti anche pezzi celeberrimi, 16 libri, vari documenti di archivio e 9 disegni. I capolavori che maggiormente colpiscono in questa retrospettiva sono due opere della Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli di Torino, ovvero Il Canal Grande con Santa Maria della Carità e Il Canal Grande da nord, verso il Rialto. Entrambi sono esposti per la prima volta con un manoscritto che si trova presso la Biblioteca Statale di Lucca, che espone le circostanze della realizzazione di questi due dipinti a partire dalla loro commissione fino alla completa realizzazione.

Roma, arriva la MIC card

Una buona notizia per gli studenti e i residenti di Roma: è finalmente arrivata la MIC card. Per 12 mesi e al prezzo di soli 5 euro, tutti i residenti e domiciliati nella capitale nonchè tutti gli studenti italiani e stranieri iscritti alle università pubbliche e private cittadine potranno acquistare la MIC card che darà accesso gratuito ai più importanti musei della città. Con la MIC card si pagherà infatti solamente l’eventuale visita guidata; il biglietto d’ingresso al museo per chi ne sarà possessore rimarra gratuito. Ma non solo l’entrata al museo: questa tessera da’ diritto anche a partecipare ad alcuni eventi e attività didattiche organizzate.

Una bella iniziativa per tutti gli amanti della cultura e dell’arte visto che i musei aderenti son ben 19. Finalmente, dopo svariate riunioni in consiglio comunale, l’amministrazione ha deciso di far partire questa iniziativa alquanto vantaggiosa. Dal 5 luglio 2018 ne è partita la vendita che permetterà l’ingresso a 19 musei e due aree archeologiche da visitare tutto l’anno, compresi i giorni festivi. Il possessore della card non avrà bisogno di effettuare alcuna prenotazione, se non per previa richiesta del museo stesso. L’ingresso gratuito è esteso anche alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee dei musei aderenti, escluse soltanto quelle di Palazzo Braschi e del Museo dell’Ara Pacis.

I musei a libero accesso con la MIC card sono:

  • Musei Capitoli, Centrale Montemartini
  • Mercato di Traiano – Museo dei Fori imperiali
  • Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma
  • Museo civico di Zoologia
  • Museo di Roma in Trastevere
  • Galleria d’arte Moderna, Museo di Villa Torlonia
  • Museo delle Mura, Villa di Massenzio
  • Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco
  • Museo di Casal de’ Pazzi, Museo Napoleonico
  • Casa Museo Alberto Moravia
  • Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina
  • Museo Pietro Canonica a Villa Borghese
  • Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese.

Una lista notevole che farà la felicità di molte persone. Il progetto, appoggiato dal ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, potrebbe essere riproposto anche in altre città d’Italia. E non finisce qui: la lista dei luoghi a libero accesso potrebbe ampliarsi in quanto la capitale presenta molti altri luoghi che potrebbero essere inclusi.

Un altro vantaggio della MIC card è che i possessori potranno usufruire di uno sconto del 10% in tutti i bookshop e caffetterie dei musei presenti nella lista. Inoltre è valida anche se i musei effettuano delle aperture straordinarie come le festività natalizie e pasquali. La MIC card si può acquistare online sul sito dei musei con l’aggiunta di 1 euro di prevendita e si può ritirare alla biglietteria dei musei. Oppure si può acquistare direttamente a uno dei musei rientranti nella lista. Dopo la sua scadenza è possibile rinnovarla. Al momento dell’utilizzo va presentata all’entrata del museo con documento di identità in quanto è nominativa. Sono immediatamente attive, mentre quelle acquistate online lo diventano al momento del ritiro.

Il Sindaco della capitale, Virginia Raggi, si dichiara molto soddisfatta di questo progetto unico in Europa, in quanto permette agli studenti universitari e residenti di avvicinarsi all’arte e alla cultura e di scoprire alcune delle bellezze della città eterna per molti ancora inesplorate. L’obiettivo è quello di diffondere questa opportunità da cogliere al volo.

Le aperture notturne dei Musei Vaticani

Aperti al pubblico nel lontanissimo 1771 per volere di Papa Clemente XIV, i Musei Vaticani accolgono più di 30 mila persone ogni giorno e sono di una vastità e bellezza straordinaria.
Musei di Roma e musei Vaticani aperti di notte sono un’iniziativa recente che sta riscuotendo grandissimo successo. Tramite l’acquisto dei biglietti online, sarà infatti possibile accedere ai Musei nei venerdì sera da aprile a ottobre, nelle ore che vanno dalle 19.00 alle 23.00 (l’ultimo accesso è previsto per le 21.30). Un’esperienza indimenticabile, che consente di vivere l’arte in un orario insolito, lontani dalle masse di turisti e dal caos pomeridiano.
Attraverso la prenotazione sul sito dei musei infatti vi è inoltre l’opportunità di comperare dei biglietti “skip the queue“, che permettono quindi di saltare la fila, e agevolare chi magari viene da una lunga giornata lavorativa e vuole raggiungere subito l’entrata senza lunghe e fastidiose attese.

Chi poi vuole arrivare preparato alla visita, al momento dell’acquisto dei biglietti potrà anche ordinare il DVD dedicato all’arte e alla fede racchiuse nei tesori vaticani, un filmato curato e suggestivo dalla durata di poco più di un’ora, il quale presenta preziose immagini che hanno segnato duemila anni di storia.
Si possono effettuare sia visite singole che visite di gruppo, sia libere che con l’aiuto di una guida, a prezzi più che modici considerato lo straordinario valore delle opere esposte.

Musei vaticani aperti di notte

Vengono infatti aperte le porte al Museo Gregoriano Etrusco, il quale custodisce numerosissime opere provenienti dagli scavi archeologici, al Museo Egizio, dove si conservano reperti dell’Antico Egitto, mummie e papiri, alla meravigliosa Galleria degli Arazzi a quella delle Carte Geografiche, sulle cui pareti sono raffigurate quaranta carte delle regioni italiane. Si continua poi con le Stanze di Raffaello, tutte affrescate dal pittore e dai suoi allievi, l’Appartamento Borgia, costituito da sei ambienti decorati e impreziositi con raffinatezza, la Cappella Sistina, uno delle più famose icone artistiche e culturali al mondo, per finire poi con la Collezione d’Arte Contemporanea e la Biblioteca Apostolica Vaticana, inesauribile raccolta di testi antichi, manoscritti, pergamene, monete e medaglie.
In più, solo in occasione di queste serate, vi sarà l’apertura eccezionale della raccolta di ceramiche medievali e rinascimentali e dei mosaici racchiusi nelle Sale di Pio V.

Un viaggio infinito insomma, che inizia dall’arte antica, per passare da quella medievale, rinascimentale, per finire poi a quella contemporanea. In un paese come l’Italia, patria della bellezza e culla dell’arte, il progetto si impegna a promuovere quella nostra grande ricchezza che viene un po’ troppo spesso dimenticata. Grazie infatti anche all’introduzione dell’happy hour con musica dal vivo, ci si impegna nel voler rendere partecipi perfino i più giovani dello splendido patrimonio della Città Eterna: un aperitivo con buffet allestito nel meraviglioso Cortile della Pigna intratterrà infatti i visitatori prima dell’entrata ai musei.

E non solo, l’arte incontra poi lo spettacolo grazie all’organizzazione di eventi come musica dal vivo, affascinanti danze tra cui spiccano la pizzica salentina e il tango argentino, ma anche concerti di musica classica e coinvolgenti opere teatrali. Percorrere quei cortili un tempo attraversati dai grandi artisti e gloriosi pontefici, in un’atmosfera incantevole, in una delle città più belle al mondo, così ricca di luoghi storici e meta di pellegrinaggio, sarà davvero un’esperienza che rimarrà nel cuore di tutti noi.

Il San Lorenzo di Donatello a Palazzo Venezia

A partire dal 12 luglio 2018 e fino al 28 aprile 2019 il San Lorenzo di Donatello si trova esposto a Palazzo Venezia a Roma.
Il busto, realizzato dall’artista fiorentino, apparteneva alla collezione Liechtenstein ma è stato scoperto e studiato dalla critica solamente nel 2003.
Possiamo affermare che si tratti quindi di un’opera relativamente sconosciuta al pubblico, soprattutto se si considera che è stata esposta solamente in occasione di alcune mostre temporanee.
L’opera fa oggi parte della collezione privata di Peter Silverman e Kathleen Onorato che, su iniziativa del Polo Museale del Lazio, hanno deciso di metterla a disposizione del grande pubblico per nove mesi, come parte dell’evento di ArtCity Estate 2018, iniziativa culturale in programma nella capitale da giugno a novembre.

San Lorenzo di Donatello, cenni storici e descrizione dell’opera

Donatello o Donato de’ Bardi viene considerato uno tra i più celebri scultori del Rinascimento italiano. Nel corso del XV secolo ha realizzato moltissime opere e il busto di San Lorenzo rappresenta un’acquisizione recente e apprezzata. L’opera scultorea in terracotta raffigura San Lorenzo che cinge con una mano le Sacre Scritture e con l’altra una verga. Secondo la ricostruzione storica effettuata dagli esperti, Donatello ha realizzato il busto per il portale maggiore di una chiesa a pochi chilometri da Firenze, cioè la chiesa Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo nel Mugello.
La realizzazione risale intorno al 1440, ovvero l’anno in cui l’artista ha iniziato a progettare la scultura bronzea del David partendo alla volta di Padova. Tuttavia, non appena il busto di San Lorenzo è stato ultimato dallo scultore e collocato sopra il portale della chiesa di Borgo San Lorenzo nel Mugello venne avvolto nell’oblio. Sicuramente il fatto che l’opera si trovasse in un luogo al di fuori dei principali centri del Rinascimento italiano ha contribuito a non darle il giusto riconoscimento.
Inizialmente, il busto di San Lorenzo era stato attribuito a uno degli allievi di Donatello e solo nel 2003 i critici riscontrarono i tratti distintivi dello stile del celebre scultore fiorentino. Oggi l’opera viene considerata una delle principali aggiunte al catalogo di opere dello scultore.

La mostra a Palazzo Venezia

Il Polo Museale del Lazio sotto la direzione di Edith Gabrielli ha chiesto che il busto di San Lorenzo venisse esposto al Museo Nazionale di Palazzo Venezia dove già si trova un percorso artistico e culturale dedicato al Rinascimento. La collocazione dell’opera a Palazzo Venezia risulta ottima considerando la storia e la bellezza del luogo.
Palazzo Venezia viene, infatti, considerato un esempio eccezionale delle opere architettoniche del Rinascimento italiano. È stato costruito nel XV secolo ed è stato trasformato in Museo nel 1915. All’interno della sala in cui è esposta, l’opera di Donatello si troverà accanto a capolavori di Pisanello, Mino da Fiesole e Benozzo Gozzoli.

Informazioni per la visita

La visita a Palazzo a Venezia e, in particolare, nella Sala in cui si trova esposto il San Lorenzo di Donatello può essere effettuata da martedì a domenica tra le 8:30 e 19:30.
L’ingresso nella sala dedicata a Donatello è compreso nello stesso biglietto per la visita delle mostre esposte a Palazzo Venezia. Il biglietto intero ha un costo di 10 euro mentre quello ridotto costa 5 euro. Inoltre, è anche possibile fare un biglietto unico per la visita a Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia.
Il biglietto unico intero costa 15 euro mentre quello ridotta costa 7,50 euro.
La prima domenica di tutti i mesi poi sarà possibile visitare Palazzo Venezia e il busto di San Lorenzo di Donatello gratuitamente.

ArtCity Roma 2018

Assisteremo quest’anno alla seconda edizione di ArtCity Roma 2018, in programma a partire dal 28 Giugno fino al 30 Novembre. Ad attenderci troveremo un vasto programma culturale promosso dal “Polo Museale del Lazio” comprendente Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo.
Nato con l’idea di dar nuova vita ai musei, ArtCity ci proporrà anche altre manifestazioni artistiche tra cui eventi musicali, danzanti e teatrali.
Lo scopo della manifestazione è favorire l’incremento del turismo culturale, avvicinando giovani e meno giovani ai musei ed ai luoghi d’arte dislocati tra Roma e dintorni.
Negli ultimi anni, il “Bel Paese” ha adottato diverse iniziative utili a promuovere il proprio territorio con la formula “sii turista della tua città” e, tra le mete turistiche per eccellenza, Roma non poteva di certo mancare.

ArtCity Roma 2018: novità

ArtCity Roma 2018 ha come obiettivo principale quello di promuovere le visite guidate presso i musei con esposizioni permanenti, cercando di eguagliare e, perché no, superare il successo raggiunto con la prima edizione del 2017, inserendo alcune novità nel proprio programma.
Tra le novità degne di essere menzionate troviamo un laboratorio teatrale dal nome “I figli della frettolosa” che si terrà presso il “Museo delle Navi Romane”. Il progetto verterà sul tema della cecità e sarà rivolto ad attori e aspiranti attori, non vedenti, ipovedenti ma anche normodotati di tutte le età, interessati all’arte scenica in tutte le sue forme; non soltanto recitazione, quindi, ma anche regia e scrittura.
Anche per i più piccoli sono previsti una serie di eventi all’interno del programma “I bambini e ArtCity”. Sette differenti location ospiteranno ciascuna un diverso spettacolo teatrale, destinato alla fascia d’età tra i 3 e i 10 anni, per la realizzazione di un percorso di apprendimento collettivo che costituirà la prima fase di un progetto di “didattica della visione” che tra ottobre e dicembre coinvolgerà anche le scuole.

Interessante è, poi, l’estensione della manifestazione ArtCity verso altre zone periferiche del Lazio, come Palestrina e Sora. Rientrano infatti nel progetto anche alcune iniziative promosse dal Comune, a cominciare dalla “Mostra d’Arte Cinematografica Vittorio De Sica” organizzata a Sora. Palestrina sarà invece sede della rassegna di spettacoli e visite guidate “Luci su Fortuna”.

Tra le altre novità di quest’anno troviamo anche la possibilità di poter godere di alcuni “percorsi segreti” in alcuni dei monumenti più celebri di Roma e del Lazio. L’evento, intitolato “Il museo come non lo hai mai visto” permetterà di prender parte alle visite anche di notte.

ArtCity Roma 2018: come partecipare

Per partecipare alle iniziative in programma sarà sufficiente acquistare il biglietto d’ingresso direttamente presso il luogo dell’evento (ove non sia previsto l’ingresso gratuito).
Per le sedi di Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo è previsto l’ingresso con un unico biglietto al prezzo di 15 euro.

Tutti i biglietti prevedono un costo ridotto per i bambini e per i cittadini europei di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
L’ingresso è gratuito per tutti gli studenti e insegnanti europei, iscritti (o dipendenti) a facoltà artistiche o classiche (come Architettura, Lettere classiche, Beni culturali e altre).